Cosa puoi fare durante il tuo soggiorno nel nostro Hotel

Tonezza del Cimone

Tonezza del Cimone (1000 m. di altitudine) ha uno dei paesaggi più belli e seducenti delle montagne venete. In autunno questi luoghi si colorano di mille tonalità e sembrano usciti dalla tavolozza di qualche pittore. I cromatismi delle piante sempreverdi si mescolano con quelli delle foglie che ingialliscono. Non si può rimanere insensibili a una tale seduzione ed il camminare tra i boschi diviene un momento per liberare la mente dalla vorticosità della vita quotidiana. Tonezza è un tranquillo paese di montagna che permette al forestiero di ritemprare il proprio animo avvicinandosi alla natura. In paese si possono utilizzare le strutture del Centro Sportivo che ha la possibilità di ospitare campus, ritiri, corsi o manifestazioni varie sempre in mezzo al verde della natura circostante.

Centro Permanente di Orienteering La Pontara

Tonezza del Cimone è il paese dell’orienteering per eccellenza…Infatti nei dintorni di questo stupendo paese ci sono tantissimi percorsi per mettere alla prova le tue abilità e per farti divertire immerso nella natura. Scarica la mappa “La Pontara” oppure chiedine una copia gratuita presso il nostro albergo! Completandola potrai partecipare a un concorso con ricchissimi premi! In più grazie la collaborazione con Gronolait – Orienteering Team di Folgaria – hai possibilità di avere altre mappe per le località di Passo Cherle, Serrada, Fiorentini… Chiedile alla Reception del nostro albergo!

Passione per la storia...

Cime divelte, rocce insanguinate, nidi di mitragliatrice, trinceramenti, caverne in roccia per cannoniere, resti di fortezze permanenti: sono questi, oggi, i reperti e le testimonianze che,anche nel settore “Astico-Posina” e nel saliente montano che si snoda dall’area pasubiana all’Altopiano di Tonezza e dei Fiorentini, raccontano la storia della Grande Guerra combattuta sul fronte veneto-trentino. Allora, dopo i bombardamenti del 15, fu con la Stafexpedition,scatenata dagli austroungarici nel maggio del ’16, che questo territorio, conteso palmo a palmo, divenne l’ultima frontiera per impedire al nemico lo sbocco nella pianura vicentina. Attacchi e contrattacchi, paesi distrutti, vite umane spezzate:questi furono gli effetti di una guerra rimasta, per i suoi protagonisti e i testimoni di allora, indimenticabile. Poi, quando il silenzio tornò a regnare sovrano sui pascoli alti e di mezza costa, e sulle vette perdute nel cielo, ci fu chi eresse con convinzione cippi votivi per rinnegare altri conflitti bellici, mentre il cordoglio per le vittime, spesso senza nome, si esprimeva dando con amore sepoltura ai caduti, tutti fratelli nella morte. Di fronte alle “Fortezze dell’Imperatore” (Doss del Sommo, Sommo Alto, Cherle, Belvedere,Luserna, Verle, Pizzo di Vezzena) stavano “Le sentinelle del Regno”, cioè i forti italiani di Campomolon, Cornolò, Casa Ratti, Punta Corbin, Campolongo, Verena. È ancora possibile, per chi voglia camminare sui sentieri della Storia, che interessano il vecchio fronte italiano occidentale e , in particolare, i monti prealpini che guardano le con valli dell’ Astico e del Posina,imbattersi nelle rovine di queste opere militari pesantemente danneggiate, spesso distrutte dalle artiglierie di grosso calibro, o fatte saltare nei tragici giorni della Strafexpedition. E se di Cornolò, incassato tra la val di Posina e la Val di Rio Freddo, a proteggere Arsiero, oggi non rimangono che pochi resti di murature, la visita alle rovine di Forte Campomolon, situato a 1853 m di quota per contrastare le fortezze folgaretane, permette di cogliere l’imponenza architettonica delle sue strutture, lasciando intravedere, nel blocco-batterie, la serie delle quattro cupole corazzate. Più giù, nella media Val d’Astico, a 350 m di altitudine, fra una vegetazione sempre più rigogliosa e selvaggia, s’indovinano i resti di Forte “Casa Ratti”, all’epoca dotato di tre cupole girevoli e armato con tre cannoni da 149G, in ghisa, e da cinque mitragliatrici,sormontato dal ciglio roccioso dell’Altopiano di Tonezza. Dal centro montano si sale al Cimone, sacro alla memoria. I boschi di latifoglie non celano del tutto gli antichi camminamenti, né le trincee, né l’articolata rete di gallerie. Il cratere, scavato dalla mina austriaca, brillata il 23 settembre del ’16, è sormontato dall’ardita cuspide dell’ossario che sorveglia il sonno di molti caduti. Lo sguardo spazia verso orizzonti dove la guerra è solo ricordo: il corno ducale del Caviojo e la cima Neutra, con la caratteristica galleria elicoidale,il maestoso Priaforà , con le sue caverne in roccia, sembrano vegliare sul mondo delle convalli, punteggiato da paesi e contrade dove il tempo non si è fermato, spezzando trame er acconti della nostra storia, da riscoprire con la memoria, mai con il mito.

Le 52 gallerie

Opera straordinaria di ingegneria militare risalente alla Iª Guerra Mondiale che conduce dalla Bocchetta Campiglia (900 m.) alle ‘Porte del Pasubio’ (m.1935) (rifugio gen. Achille Papa) e che consentiva l’approvigionamento delle truppe arroccate sul Pasubio con un arditissimo percorso al riparo dalle azioni nemiche. Si percorre facilmente in 2,30-3,30 ore (6,3 km di cui 2,3 di gallerie), il dislivello è di circa 900 metri e si percorrono gallerie molto ardite ( la 19 è la più lunga, ca 320 m.che si avvolge su se stessa a spirale), anche con curve e biforcazioni, ed è indispensabile un’affidabile torcia elettrica. E’ un’ escursione di grandissima soddisfazione, un percorso storico che tutti gli appassionati di escursionismo, e a maggior ragione coloro che s’interessano di storia, dovrebbero almeno una volta provare in quanto non esiste un simile sentiero in nessuna parte d’Italia. Non è possibile non sentire sulla pelle, nel cuore e nell’anima le voci, i richiami, i suoni, i fragori che ti vengono dalla terra, dalla montagna, dai canali, dai dirupi, dalle caverne, dalle trincee, dai camminamenti, da ogni sasso, da ogni filo d’erba, da ogni cosa che vedi e che tocchi. Come fa il cuore a non percepire il tormento della guerra, la sofferenza, le sensazioni forti dentro l’animo. Un’esperienza che rimarrà per sempre scolpita nel cuore!!!

Cultura della montagna...

Tonezza offre inoltre un grande panorama per quanto riguarda storia e cultura. Qui a Tonezza oltre ai sentieri naturalistici e della Grande Guerra potete visitare:

  • il Museo Etnografico, centro di documentazione della civiltà agricola in montagna;
  • il Centro Visite, il quale vuole educare e valorizzare il patrimonio storico della Grande Guerra presente sul Monte Cimone, nel tentativo di favorire la conoscenza e la consapevolezza dei mutamenti avvenuti in quei luoghi durante le fasi più drammatiche del conflitto;
  • la Base Tuono , situata nei pressi di Passo Coe (1610 m), nel Comune di Folgaria (Trentino), fu una delle dodici basi missilistiche dell’Aeronautica Militare dispiegate nel Nord Italia negli anni Sessanta nell’ambito del sistema di difesa aerea NATO del Sud-Europa. La sua funzione, come quella delle altre basi, era quella di contrastare eventuali attacchi aerei d’alta quota da parte dei paesi del Patto di Varsavia. Il sistema d’arma era basato sul missile Nike – Hercules, un vettore superficie – aria armato con testate convenzionali e nucleari.

Cento Visite del Cimone

Museo Etnografico

Base Tuono